EQUALIZZARE IN FASE DI MASTERING

 

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Tecniche per equalizzare in fase di mastering

120Hz e inferiore: queste frequenze sono generalmente responsabili di calore in una registrazione ma possono rendere un suono fangoso.

120Hz – 600Hz: queste frequenze danno profondità ad una registrazione, dando alla voce un forte senso di presenza. D’altra parte, queste sono le frequenze che creano i problemi di risonanza vocale.

600Hz – 3kHz: queste frequenze danno presenza e durezza nel suono, queste freq sono molto utilizzate quando si lavora su traccie rock.

3kHz-7kHz: è l’area dove le sibilanti vocali risiedono. Queste frequenze sono molto comuni nella musica rock, perché l’udito umano è molto sensibile in questa zona ed il suono assume un carattere più forte aggiungendo inoltre una durezza particolarmente faticosa, quindi non bisogna esagerare. A causa dell’ elevata sensibilità in questa zona di freq. si può aggiungere calore senza perdita di chiarezza attenuando.

7kHz -: I Piatti sopra i 10kHz potrebbero sembrare privi di definizione. Se ad un suono manca calore oppure suona troppo sibilante bisogna enfatizzare sui 500Hz o ridurre sopra i 3kHz. Un equilibrio generalmente buono sarà piuttosto piatto dai 60 Hz fino a 1-2 kHz e quindi un uscita di circa 10-20 dB sui 10kHz. Se ci sono dei picchi nello spettro (traccia gialla) che si ritagliano sopra il resto può essere necessario attenuarli. Anche in questo caso, non bisogna tentare di eliminare il picco, bisogna solo ridurlo e controllarlo un pò. Una buona regola sarebbe quella di ridurre il picco in modo che diventi alto come le ondulazioni dello spettro.
Infine, se l’uscita e eccessiva nella regione dai 3-5kHz l’audio risulta faticoso e clinico, in tal caso si può ridurre questa zona di circa 3dB.