Preamplificatore cuffie – I migliori amplificatori per cuffie da studio

 

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Quando dopo tanto lavoro, arriva finalmente il momento in cui sei pronto a registrare con altre persone, ti rendi conto di come questo passo risulti enorme, prima di tutto perché sei spaventato dall’invitare altri musicisti nel tuo studio per la prima volta, secondo perché sei consapevole di dover effettuare alcuni cambiamenti nel tuo set up. E la maggior parte delle persone inizia questo percorso acquistando un amplificatore per le cuffie.

Se hai già fatto qualche ricerca in merito, ti sarai sicuramente reso conto di quante opzioni siano disponibili sul mercato e di come la scelta sia vastissima sia per quanto riguarda le funzionalità sia per il prezzo.

Per aiutarti a comprendere meglio e indirizzarti verso la giusta scelta per le tue esigenze, nell’articolo di oggi andremo ad analizzare e confrontare i 7 migliori amplificatori per cuffie presenti sule mercato.

Ma prima di iniziare:

CATEGORIE DI AMPLIFICATORI PER CUFFIE PRESENTI SUL MERCATO

Tutti gli amplificatori per cuffie rientrano in una delle seguenti categorie:

  • Amplificatori desktop (i più economici)
  • Amplificatori a rack (fascia intermedia)
  • Sistemi di distribuzione per cuffie (i più costosi)

AMPLIFICATORI DESKTOP

Gli amplificatori desktop rappresentano la categoria più economica e quella più base nel panorama degli amplificatori per cuffie e hanno la funzione di separare l’uscita delle cuffie in quattro, in modo che più persone possano ascoltare il mix contemporaneamente. Questa sarà la soluzione ideale per la maggior parte degli home studio, grazie alle dimensioni ridotte, la semplicità di utilizzo e il loro basso costo.

I MIGLIORI DI QUESTA CATEGORIA:

  • ART HeadAmp 4
  • Behringer MicroAMP HA400
  • Presonus HP4

 

METTIAMOLI A CONFRONTO

1. Behringer MicroAMP HA400

Stiamo parlando dell’opzione più economica presente sul mercato, senza rivali da questo punto di vista. Un problema comune degli amplificatori in questa fascia di prezzo è la mancanza di un alimentazione esterna, la quale causa un’elevata perdita di volume quando il segnale viene diviso in quattro parti.

Il MicroAMP HA400 è invece dotato di alimentazione esterna, il che permette al dispositivo di fornire il volume ai livelli originali su ogni canale.

Se siete ancora sciettici riguardo ad a questo dispositivo per via del suo prezzo veramente “ridicolo”, non esitate a fare una ricerca in rete, potrete trovare centinaia di recensioni favorevoli di questo dispositivo.

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2. ART HeadAmp 4

Uno dei problemi che affligge il modello di casa Behringer sopra descritto, è la presenza di un certo livello di rumore nel segnale. Questo non risulta solitamente un problema poi cosi grande quando si fa un monitoring con delle cuffie (non si cerca solitamente la qualità di ascolto in questo frangente), ma se non volete convivere con questo “problema”, potete aggiungere qualche euro in più e indirizzarvi all’acquisto del ART HeadAmp 4.

Questo amplificatore ha le stesse funzioni base del Behringer, ma con livello di pulizia del segnale migliore. Una bella novità presente in questo dispositivo è la presenza degli ingressi cuffie sia da ¼” che da 1/8”, in modo da accontentare contemporaneamente l’utilizzatore di cuffie professionali, sia l’utente consumer.

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3. Presonus HP4

Più costoso dei modelli precedentemente citati, ma senza ombra di dubbio, il migliore, per tutti i motivi di seguito elencati:

  • Invece di utilizzare un solo ingresso stereo bilanciato, come fanno i due modelli precedenti, il Presonus ne utilizza due mono bilanciati, rendendo il tutto molto più semplice dato che la maggior parte delle interfacce audio adottano questo sistema; potrete utilizzare questo modello senza la necessità di avere un adattatore a Y con cavo TRS-TRS
  • Un altro vantaggio del HP4 è la presenza di uscite bilanciate, alle quali potete connettere i vostri monitor da studio, utilizzando l’interfaccia quindi come un sistema di gestione dei monitor.

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AMPLIFICATORI DA RACK

Tanti home studio dopo svariati upgrade raggiungono la configurazione a rack per i loro dispositivi hardware; questa soluzione è anche quella preferita su praticamente tutti i palchi live.

Comparando gli amplificatori rack con quelli desktop, i primi offrono sicuramente più funzionalità e più canali, ma ad un prezzo certamente più elevato, che si aggira tra i 150 e i 300 euro.

I migliori amplificatori in questa categoria sono risultati essere:

  • Behringer Powerplay Pro-8 HA8000
  • ART HeadAmp6 Pro
  • Presonus HP60

Andiamo ora a confrontarli

4.Behringer Powerplay Pro-8 HA8000

Questa è la soluzione più economica delle tre prese in considerazione, ma a dispetto del prezzo è quella che offre il maggior numero di canali (8) ed alcune interessanti funzioni.

Il dispositivo presenta uscite sia sul lato frontale che su quello posteriore, permettendo una connessione nel lato posteriore nel caso di utilizzi “prolungati” e la possibilità di utilizzare quelle anteriori quando vi è la necessità di cambiare spesso.

A differenza degli amplificatori desktop, il Powerplay Pro-8 ha due ingressi stereo principali, con la possibilità di commutazione su ciascun canale.

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5. ART HeadAmp6 Pro

Il modello di casa Behringer risulta essere una soluzione sicuramente valida ed economica, non risulta essere tutta via privo di punti deboli. Se volete evitarli ed avete qualche euro in più da investire, l’ART HeadAmp6 Pro è sicuramente il nostro consiglio.

Ora vi spiegheremo il perché:

un problema dell’ HA8000 è che non offre la possibilità di controllare il mix tra l’ingresso input e il mix stereo su ciascun canale, rendendo pertanto la funzione inutile. Il modello di casa ART invece possiede questa caratteristica, che lo distingue da tutti i modelli di amplificatore visti fino ad ora. Tenete ben presente che se avete al necessità di registrare con più musicisti contemporaneamente, questa funzionalità è fondamentale.

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6.Presonus HP60

Questa è l’alternativa più costosa all’interno dei modelli rack presi da noi in considerazione, prezzo tuttavia ampiamente giustificato dalle sue caratteristiche spettacolari.

Questo modello possiede le stesse funzionalità del HeadAmp6 Pro, con l’aggiunta di alcune importanti caratteristiche:

  1. Presenta un doppio ingresso stereo con trimmer su ogni canale, dando la possibilità di inserire una traccia click sul secondo canale e di controllare i volumi dello stesso su ogni singolo canale.
  2. È parer comune che l’HP60 suoni, diciamo, forte, questo è assolutamente vero e risulta essere un grosso vantaggio rispetto alla maggior parte degli amplificatori per cuffie economici che presentano un livello del suono basso a seconda dell’impedenza delle cuffie utilizzate. Il Presonus HP60 ha una potenza di 150 mW per ogni canale ed è quindi in grado di fornirvi tutto il volume di cui avete bisogno.
  3. Questo modello presenta inoltre la funzione talkback.

L’unica nota negativa che ci sentiamo di citare riguardo al Presonus è riguardo all’interruttore, che è posizionato sul retro del dispositivo; pecca si, ma sulla quale si può chiudere un occhio considerata l’elevata qualità dell’amplificatore.

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Sistemi di Distribuzione per Cuffie

Se sei un musicista credo tu abbia ben chiara la situazione che andremo a descriverti, se non lo sei ancora, fidati che non è assolutamente piacevole:

Fonico: è abbastanza alto?

Musicista: no, non sento

Fonico: ora?

Musicista: abbassa, è troppo alto

….e via dicendo

Queste è una situazione tipica di un check sound prima di un concerto, alla quale si assiste di continuo; la causa viene dal fatto che gli amplificatori rack non danno la possibilità ai musicisti di controllare direttamente i loro volumi, ma lasciano questo compito ai fonici.

Un secondo problema che deriva direttamente da questo, è il fatto che quando un musicista non “si sente”, inizia ad intervenire sul volume del proprio strumento, creando un caos e azzerando il lavoro del fonico svolto fino a quel momento.

La situazione ideale, sarebbe la presenza di un mixer per ogni musicista in modo che possa controllare quello che sente in cuffia; cosi facendo i musicisti possono regolare i loro volumi a proprio piacimenti e il fonico si può dedicare ad altri compiti.

L’unico modo per creare una situazione come questa è l’utilizzo di un sistema di distribuzione per cuffie.

7.Behringer Powerplay P16-I

Il dispositivo di casa Behringer dispone di praticamente tutto ciò che potreste volere da un amplificatore per cuffie e anche di più. L’hub del dispositivo è il P16-I, capace di offrire 16 canali di ingresso (16 ingressi analogici bilanciati TRS oppure 2 (8 canali) ingressi digitali. Questi canali sono inviabili fino a 6 mixer personali P16-M, acquistabili separatamente in base alle proprie necessità, dando la possibilità ai musicisti di crearsi il proprio mix in cuffia senza interferire sugli altri componenti del gruppo.

Nel caso in cui vi servissero più di 6 mixer, il Behringer P16-D expander (acquistabile anche questo separatamente), vi darà la possibilità di aggiungerne altri 8, e dato che i mixer sono alimentati via ethernet possono essere posizionati anche a grandi distanze senza che il segnale acquisti perdite sensibili.

Ecco i prezzi per ciascun articolo:

  • P16-I hub
  • P16-M mixer
  • Mixer mount
  • P16-D expansion

Alcune alternative al Powerplay sono:

  • l’Hear Technologies Hearback
  • l’Aviom AN-16/i v.2

anche se non ci sentiamo di consigliarle, in quanto le loro caratteristiche aggiuntive sono giustificate da un costo cosi elevato.

Menzione speciale

Se desiderate avere dei mixer personali, ma il vostro budget non ve lo permette, casa Behringer offre un’altra possibilità: il Behringer MicroMON MA 400.

Il motivo del suo prezzo cosi basso è che offre alcune funzionalità in maniera differente. Invece che ricevere uscite multiple dalla scheda audio, il MA400 miscela un singolo canale stereo con un ingresso direct/thru proveniente dal microfono live, potendolo cosi accoppiare a qualsiasi amplificatore presentato in questa lista.

Chiaramente questa soluzione non è priva di difetti, ed il suo più grande risiede nel fatto che il canale “more-me” non avrà nessuno degli effetti del mix.

Non possiamo certo dire quindi che sia l’ideale, ma risulta essere un buon compromesso nel caso di budget limitati.

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