Come missare una canzone pop da zero

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Consigli per effettuare un missaggio perfetto

Il mix perfetto

Ci sono molti modi per mixare un brano, tra questi si può scegliere di mixare in digitale (utilizzando i vari plugin) o in analogico (utilizzando vere macchine hardware). Non esiste un modo migliore per lavorare, si può ottenere un risultato professionale in entrambi i modi. Sto per darvi alcuni consigli guadagnati duri sul mixaggio e mastering nel vecchio stile analogico. Mixaggio e Mastering, tradizionalmente parlando, sono due processi molto diversi. Il Mixdown è l’arte di livellamento lavorando sulla dinamica tramite i compressori e sull’equalizzazione per rimuovere le frequenze fastidiose ed aggiungere quelle che valorizzano le qualità dello strumento o traccia vocale, fino ad ottenere un buon mix stereo. Recenti sviluppi software e hardware hanno reso questi processi più facili e meno costosi. Dato che per la maggior parte del tempo si lavora nel dominio digitale, è possibile mantenere un elevato rapporto segnale-rumore e raggiungere una dinamica ottimale per il brano.

Il processo di Mix

Ogni mix è diverso. In realtà, non ci sono formule. Ma ci sono centinaia di “pratiche”. Vi prego di prendere i miei consigli come parametri e non come regole, come un punto di partenza per mixare un brano pop standard.

COME MISSARE UNA CANZONE POP DA ZERO

Una decina di anni fa dopo aver acquistato attrezzature super professionali rimasi deluso dai risultati ottenuti. E’ necessario saper utilizzare quesi giocattoli. Sicuramente in rete è facile trovare informazioni contrastanti e spesso nei forum quelli che rispondono sono solo dei smanettoni non professionisti. Oggi sono qui per svelarvi quali metodi vengono utilizzati negli studi pro. Ricordatevi che imparare a mixare o effettuare il mastering di un brano vuol dire utilizzare riverberi, EQ e compressori. Molte hit sono state fatte in luoghi casalinghi e non servono migliaia di euro per ottenere dei risultati professionali, basta solo un pò di conoscenza.

PASSO 0 – LA PARTENZA

Dei buoni sistemi per il missaggio sono i software daw Logic, Sonar, Protools o Cubase SX.

PASSO 1

Inizialmente è importante prendere confidenza con il brano mettendo ogni fader in una posiziona intermedia. Se il master stereo risulta alto superando i 0 db, bisognerà abbassare un po’ tutti i fader. Facendo suonare il brano in loop è possibile iniziare ad alzare i fader degli strumenti che non si sentono bene nel mix, abbassando invece quelli troppo presenti, giocando anche con i pan in modo da rendere più ampia l’immagine stereo. Solitamente alcuni strumenti non vanno spostati nel mix a destra o a sinistra, questi strumenti sono: basso, grancassa, rullante e voce. Anche se mi riferisco al modo di lavorare con un software daw, nel caso in cui lavorate in analogico con un mixer vero, la procedura non cambia.

PASSO 2 – CALIBRARE LE ORECCHIE

Dopo aver ascoltato più volte le tracce messe insieme apportando le varie modifiche ai volumi e pan bisogna aggiungere ad ogni suono il riverbero, corto o lungo, ove appropriato. Un riverbero corto nel mix porta il suono “indietro”, un riverbero lungo permette di ottenere un suono galleggiante. Ogni tanto è necessario fare una pausa altrimenti si rischia di lavorare male con le orecchie affaticate, nei momenti di pausa può essere utile ascoltare dei brani che pensate che siano stati mixati molto bene, immaginando di ottenere qualcosa di simile.

PASSO 3 – INIZIARE IL MIX

Avvolte potrebbe succedere che dopo aver mixato il brano, una volta aggiunta la traccia vocale si capische che il brano è stato mixato in un modo poco appropriato allo spirito del cantato. Altre volte può capitare che mentre si mixa, nel caso in cui ci sono altri strumenti da aggiungere, il lavoro diventa una forzatura dato che non c’è abbastanza spazio nel mix per ospitare altri strumenti. Per iniziare a mixare un brano è necessario seguire un certo ordine, ad esempio si mette in solo la batteria, poi si aggiunge il basso, regolando il volume in modo equilibrato, aggiungendo di volta in volta gli altri strumenti. L’ordine è pressappoco questo:

• Batteria
• Basso
• Accompagnamento principale (tastiere o chitarre ritmiche)
• Altre parti lead (chitarre o altre tastiere)
• Parti incidentali (sezione fiati – effetti)
• Percussioni
• Voce / Cori

Consiglio di riascoltare il missaggio finale il giorno dopo in modo da riprendere in mano il lavoro in modo più lucido.

Consigli per l’immagine stereo della batteria

L’immagine stereo di una batteria va impostato proprio per come è strutturata la batteria visivamente, con:

– Cassa e rullante al centro
– I due tom alti posizionati egualmente ai lati opposti
– Il floor tom molto più da una parte

• Fate attenzione a non mettere i tom troppo spaziati nell’immagine stereo altrimenti potrebbero distrarre l’ascolto in un mix.

– I piatti, proprio come i tom, non devono trovarsi troppo agli estremi dell’immagine stereo, va bene posizionarli a circa il 50-75% fuori dal centro.

PASSO 4 – Iniziate ad utilizzare l’equalizzatore

Senza dilungarmi troppo per equalizzare gli strumenti presenti nel mix potete seguire i consigli che trovate in questa pagina: http://strumenti-musicali.online/2013/05/lequalizzatore-tecniche-e-consigli-per-equalizzare-gli-strumenti-in-fase-di-missaggio.html.

PASSO 6 – Utilizzate anche il compressore

Se la cassa della batteria risulta inconsistente potete aggiungere una compressione estrema con un attacco lento in modo da ottenere un suono più spinto, lo stesso può valere per il basso. Il basso non necessità dell’aggiunta del riverbero, ma nessuno vieta di aggiungere un lieve riverbero corto.

PASSO 7 – Il noise gate

Spesso i tecnici del suono utilizzano anche il noise gate in fase di missaggio, esso permette di far passare il suono soltanto se supera una certa soglia, tagliando il resto. I gate vengono usati per eliminare i suoni / rumori indesiderasti come ad esemio il ronzio di un amplificatore per chitarra o lo spazio tra ogni colpo di rullante, rendendo il suono più secco e preciso.

Il noise gate si rivela utile per:

Applicazione del gate a dei campioni di batteria per ridurre la loro lunghezza
– Creare un “gated reverb”
– Eliminare i rientri
– Eliminare le risonanze
– Creare un suono di batteria “pulito”

Per concludere

Una volta effettuato il missaggio non è necessario intervenire sul mix finale, equalizzandolo o comprimendolo, questo lavoro va fatto in fase di mastering che potete fare in un secondo momento, intanto in questo articolo sono stati descritti i passaggi principali per ottenere un buon risultato, evitando di rendere l’articolo troppo lungo a causa di vari passaggi opzionali che creerebbero solo confuzione ad un novello interessato all’arte del missaggio.

Il missaggio Tontechniker