L’equalizzatore: tecniche e consigli per equalizzare gli strumenti in fase di missaggio

L’equalizzatore: tecniche e consigli per equalizzare gli strumenti in fase di missaggio

Vuoi acquistare i prodotti recensiti su strumenti musicali info?


Entra nel negozio

Tra le cose più importanti da conoscere in fase di missaggio e mastering troviamo l’equalizzatore e il compressore, ma in questo articolo ci concentreremo sull’equalizzatore. Non esistono delle regole precise per equalizzare, si va molto ad orecchio, tra l’altro esistono delle linee di pensiero contrastanti, ma alcuni consigli di base possono rivelarsi utili sia in studio che nei live. Potete equalizzare le tracce con equalizzatori plugin o equalizzatori hardware, anche in questo caso ci sono molti pareri contrastanti.

Gli equalizzatori hardware sono migliori degli equalizzatori plugin?

Molti utenti che si fanno questa domanda leggendo i forum diventano ancora più confusi per via dei pareri contrastanti. Precisiamo che un eq plugin non potrà mai sostituire un eq hardware quando è necessario scolpire il suono di uno strumenti musicale o di una voce, ma può essere utile per perfezionare un suono già buono in partenza. Un equalizzatore plugin potrebbe anche sostituire l’eq hardware quando è necessario tagliare le frequenze, il problema è che non è in grado di creare le distorsioni armoniche di un vero hardware, quindi potrebbe rendere il suono innaturale e poco caldo.

Quali sono i migliori equalizzatori hardware?

Ci sono tanti equalizzatori in commercio ma quando si tratta di questi compiti è bene affidarsi a strumenti di fascia alta. Non utilizzate gli equalizzatori dei mixer economici di behringer, mackie, soundcraft, ecc, tranne che non si tratti dei modelli di fascia alta che hanno costi molto proibitivi. Gli eq più famosi per mixare sono quelli di SSL, NEVE, AMEK, FOCUSRITE o il venerato API che potete trovare su amazon cliccando quì, ci sono anche molti altri equalizzatori altrettanto professionali che solitamente sono dei cloni dei marchi più famosi. Comprare un equalizzatore spesso non è la migliore idea in quanto spesso costringerebbe a utilizzare più hardware contemporaneamente. La migliore idea è quella di acquistare una channel strip che incorpora in un singolo apparecchio compressore, equalizzatore e preamplificatore.

Quali sono le miglior channel strip per equalizzare voci e strumenti?

Se potete spendere più di 1000 euro ecco le migliori channel strip per fare dei missaggi di alto livello, ma non fate dei confronti diretti, ogni strumento ha un proprio carattere, quindi in tutto il resto ci entra il gusto.

Come trovare le frequenze?

Nel caso in cui si percepisce una frequenza fastidiosa che si intende eliminare, prima di tutto bisogna individuarla, dopodichè bisognerà agire con un equalizzatore parametrico. Rispetto ad un equalizzatore grafico che generalmente è presente su impianti casalinghi e permette di suddividere lo spettro sonoro in bande prefissate permettendo di tagliare o incrementare le frequenze, in un eq parametrico è possibile agire sulle frequenze in modo più preciso intervenendo sulla larghezza di banda (detta campana “Q”), il taglio o il boost (incremento) delle frequenze. Solitamente dgli equalizzatori parametrici professionali sono dotati di manopole per i medio-bassi, medi, medio-alti e alti. Per i bassi e gli alti solitamente ci sono anche i controlli di shelf, che permettono un taglio (o boost) completo al di sotto o al di sopra di una determinata frequenza. In alcuni casi è possibile decidere anche la pendenza del taglio o del boost dell’equalizzazione. Quando un equalizzatore parametrico è sprovvisto della campana Q, viene definito “semi-parametrico”.

Adesso ritornanto all’esempio fatto precedentemente, supponiamo di aver capito che la frequenza fastidiosa si trova nei medi, ma come facciamo ad individuare la zona precisa in cui si trova? Ecco come fare:

– Impostare la larghezza di banda (campana Q) ad un valore basso in modo da operare in una fascia di frequenze ristretta.

– Alzare al max il gain muovendo lentamente il controllo della frequenza.

– In questo modo appena si sentirà una frequenza molto fastidiosa vorrà dire che è stata trovata la zona colpevole.

– A quel punto bisognerà abbassare il gain e fare un bel taglio

Taglio dei bassi

Molti tecnici del suono tagliano tutto ciò che stà sotto i 40 Hz dal vivo in modo da fare una bella pulizia di frequenze che creano l’effetto rimbombo, ovviamente tale pratica non va bene in studio di registrazione. Molti mixer, come anche molti amplificatori sono dotati di una funzioneche effettua questo taglio. E’ possibile fare un taglio sui 75-100hz a  strumenti che lavorano in un range di frequenze medio-alto (voci, chitarre, fiati). Molti microfoni sono dotati di un controllo che permette di tagliare le frequenze sotto i 75 Hz direttamente sulla capsula. Anche se nei live ad alcuni musicisti può dare fastidio tagliare le frequenze sotto i 40hz dato che il suono del SI basso lavora a 30 hz, posso assicurarvi che anche se si taglia tale frequenza per motivi psicoacustici verrà ricostruita dalle armoniche e dagli overtone alti.

La voce

Molti microfoni hanno una risposta che mette in risalto le frequenze medie, quindi un taglio sui medi ed un leggero boost sui bassi e gli alti può equilibrare questa scompensazione.Bisogna tenere in considerazione che ogni voce ha delle proprie caratteristiche, quindi va equalizzata in modo diverso. Una voce femminile di solito è carente di bassi e medi al contrario di una voce maschile che magari è piena di passi e necessita di un boost negli alti e nei medi. Un bost sui 3 kHz e tra i 7 e i 10 kHz aggiunge brillantezza indipentemente dalle sue caratteristiche.

Batteria: la cassa

La grancassa è uno strumento caratterizzato da frequenze basse. Con un boost sui 1000 Hz è possibile sentire un “schiocco” in più, aggiungendo maggiore vitalità al suono. Un boost sui 100 Hz aumenta la profondità e un leggero taglio sui 250-750 Hz riduce l’effetto “cartone”.

Batteria: il rullante

Un boost sui 250 hz rende il suono del rullante più presente e profondo. Un lieve boost sui 100 Hz aggiungerà più corpo al suono ma lo scurirà. Per rendere il suono più brillante è possibile effettuare un boost sui 5000 Hz (ma si può salire anche sui 10000 Hz). Se il rullante dovesse avere un suono cartonato è possibile effettuare un taglio lieve tra i 250 Hz e i 750 Hz.

Batteria: i tom

Con un boost sui 100 Hz si aggiunge una maggiore profondità, mentre per rendere il suono un pò più naturale è possibile effettuare un taglio tra i 350 Hz e i 700 Hz. Se invece si vuole rendere il suono più brillante un lieve boost sui 5 khz non guasta. Attenzione: nel caso in cui tom e piatti vengono ripresi insieme dai microfoni overhead è bene aggiungere un po’ di boost tra gli 8 kHz e i 10 kHz.

Batteria: gli overheads

Per aggiungere brillantezza ai piatti effettuare un boost tra gli 8 kHz e i 10 kHz.

Basso elettrico

Al contrario di come si pensa, quando si equalizza un basso bisogna ritagliare un suo spazio effettuando un lieve taglio sui 400 Hz, incrementando invece la zona sui 1500 Hz per rendere il suono più presente, questo nel caso in cui ci si trova in un live. In studio il basso va equalizzato in modo diverso in base alla necessità del missaggio. Consiglio di cercare le frequenze che si “impastano” con gli altri suoni effettuando dei tagli sulla traccia di basso.

Chitarra elettrica

Anche se nei live può risultare piacevole suonare con  bassi profondi e medio-alti in abbondanza per degli assoli presenti, in studio la chitarra elettrica va equalizzata in modo diverso. La chitarra è uno strumento che lavora molto sulla fascia media di frequenze e dato che il suo suono può essere influenzato da microfoni, amplificatori, effetti, ecc. posso dirvi che le frequenze da tenere in considerazione per un boost sono: 750 Hz, 1 kHz, 3 kHz, 5 kHz, 8 kHz, 10 kHz. Nel caso in cui il suono sia un pò ruvido è possibile effettuare un taglio tra i 250 Hz e i 500 Hz.

Chitarra acustica

Prima di tutto vi ricordo che quando si riprende una chitarra acustica non bisogna mettere il microfono direttamente di fronte al foro, ma ad una decina di centimetri verso il manico. Per ridurre l’effetto di rimbombo è possibile effettuare un taglio sui 100 hz, così come verso i 300 Hz nel caso in cui il suono sia un pò ruvido, mentre per rendere il suono più brillante è possibile effettuare un bost su queste frequenze: 700 Hz, 750 Hz, 1.2 kHz, 5 kHz, 8 kHz, 10 kHz. Fate qualche esperimento.

Piano

Il piano è difficile da equalizzare dato che copre tutto in range di frequenze. Un pianoforte solista se microfonato bene non va equalizzato. Nel caso in cui il piano è parte di un mix composto da altri strumenti è necessario saper microfonarlo in modo ottimale evitando cancellazioni di fase, prelevando tutte le frequenze dello strumento. Quando invece si lavora con pianoforti elettrici o campionati non è necessario effettuare un equalizzazione, dato che sono già pre-equalizzati, ma si può valutare un lieve taglio sui bassi e un lieveo boost sugli alti per migliorare l’integrazione nel mix.

EQ “al contrario”

Molti pensano che equalizzare sia un lavoro basato sopratutto sull’incremento delle frequenze, niente di più sbagliato. Quando si effettua un missaggio bisogna prima di tutto eliminare le frequenze indesiderate che rendono il mix confuso. Alcuni tecnici del suono tengono a mente la logica dell’equalizzazione al contrario, ovvero se lo strumento è nel range delle frequenze basse, gli si da un boost sui medi e agli alti, se è nel range delle frequenze alte, gli si da un boost sui bassi. Un ottimo esempio è quello di aggiungere i bassi ad una voce femminile e gli alti ad una voce maschile.

Altri consigli

L’equalizzatore migliora delle buone registrazioni, ma se in partenza si lavora su un mix pessimo non bisogna aspettarsi che faccia miracoli. Le orecchie umane sono più sensibili alle frequenze medio-alte, quindi evitate di enfatizzare troppo queste frequenze che possono rendere un mix stridente.

Lavorare sulle armoniche

Un boost sulle armoniche dona presenza, chiarezza e brillantezza, quindi consiglio di tenere in considerazione le seguenti frequenze per i rispettivi strumenti:

Basso: Armoniche basse 400 hz – Armoniche alte 1.5 khz

Chitarra: Armoniche basse khz – Armoniche alte 5 khz

Cassa: Armoniche basse 500 hz – Armoniche alte 5 khz

Rullante: Armoniche basse 7 khz – Armoniche alte 10 khz

Voce: Armoniche basse 5 khz – Armoniche alte 10 khz

Equalizzazione Tecnico del suono